Write for rights 2017 . Amnesty Internationals

Write for rights è la maratona globale di raccolta firme di Amnesty International in favore di persone che, in diverse parti del mondo, subiscono violazioni dei diritti umani. Si svolge ogni anno in occasione del 10 dicembre, anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, ed è uno dei più grandi eventi globali per i diritti umani.

Il tema conduttore di quest’anno è il “coraggio“. Quello di persone che si mettono in gioco, rischiano il carcere, mettono a rischio la loro vita in difesa dei diritti umani.

Grazie al coraggio di persone come te che firmano e sostengono le campagne di Amnesty Internetionals possiamo davvero cambiare la vita delle persone. Basti pensare che ogni giorno possiamo salvare almeno tre persone: facendo pressione affinché siano scarcerate, difendendole da sentenze e condanne ingiuste, proteggendo i loro diritti.

La grafica della Write for rights 2017 è a cura dell’artista e illustratrice Rebecca Hendin.

Corri con Shackelia

Shackelia ha avuto il coraggio di non arrendersi.

Quando suo fratello, Nakiea, fu ucciso dalla polizia, Shackelia ha dovuto affrontare un sistema giudiziario lento nel condurre le indagini.

Grazie al suo impegno per la verità altre famiglie i cui cari erano stati uccisi in maniera simile si sono strette intorno a lei.

La polizia ha cercato di metterla a tacere. Ma Shackelia non resta in silenzio.

Corri con Hanan

Hanan non ha mai smesso di cercare suo marito.

Scomparso dal luglio 2013, da quel giorno nessuno ha saputo dirgli più nulla su di lui.

Da quel giorno Hanan sta lottando per la verità e ha anche trovato il coraggio per dare voce a centinaia di familiari di altre persone scomparse in Egitto.

Per questo motivo è stata arrestata e rischia cinque anni di prigione.

Corri con Mahadine

La colpa di Mahadine Babouri? Quella di aver avuto il coraggio di pubblicare su Facebook, nel settembre del 2016, alcuni video che criticavano il governo del Ciad.

Pochi giorni dopo è stato prelevato in stradapicchiato e incatenato per diverse settimane.

Oggi rischia l’ergastolo. In prigione ha contratto la tubercolosi e ha bisogno di assistenza medica urgente.

Corri per Taner e i “10 di Istanbul”

Taner Kilic, presidente di Amnesty International Turchia, rischia fino a 15 anni di carcere per aver portato avanti il suo lavoro in difesa dei diritti umani.

È stato accusato di appartenere ad una organizzazione terrorista perché avrebbe scaricato un’applicazione sul suo cellulare.

Un’accusa senza alcun fondamento che il tribunale di Smirne, in Turchia, ha però ritenuta sufficiente per trattenerlo fino alla prossima udienza, prevista per il 31 gennaio.

Insieme a Taner sono stati arrestati altri 22 avvocati.

Il mese successivo è finita in carcere anche Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia, e altri 9 difensori dei diritti umani. Dopo oltre 100 giorni di carcere, i “10 di Istanbul” sono liberi su cauzione.

Ma Taner rimane ancora in carcere.

Questi arresti si inseriscono nel clima di repressione che dura ormai da più di un anno: il governo turco sta limitando tutte le voci “contrarie” a seguito del tentativo di colpo di stato del luglio 2016.

Corri con il popolo Lenca

Per i nativi Lenca in Honduras, la terra è la loro vita.

Ma quella terra è oggetto di grandi interessi economici che mirano alla costruzione di imponenti impianti idroelettrici e miniere.

Il MilpahMovimento indipendente degli indigeni Lenca di La Paz, è in prima linea per la lotta contro questo sfruttamento.

I suoi attivisti resistono con incredibile coraggio a continue aggressioni fisiche, a minacce di morte, a campagne diffamatorie. Tutto questo in un quadro di completa impunità.

Corri con Ahmad

Ahmadreza Djalali ricercatore esperto di Medicina dei disastri e assistenza umanitaria presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara è stato condannato a morte da un tribunale iraniano con l’accusa di “spionaggio”.

Djalali è stato arrestato dai servizi segreti mentre si trovava in Iran per partecipare a una serie di seminari nelle università di Teheran e Shiraz.

Si è visto ricusare per due volte un avvocato di sua scelta.

Lo scorso dicembre, le autorità iraniane hanno fatto forti pressioni su Djalali affinché firmasse una dichiarazione in cui “confessava” di essere una spia per conto di un “governo ostile”. Quando ha rifiutato, è stato minacciato di essere accusato di reati più gravi.

Per protesta, Djalali aveva iniziato uno sciopero della fame il 24 febbraio. Tuttavia, a causa dell’ulteriore peggioramento della sua salute che ne aveva causato il ricovero, Djalali ha deciso di interrompere lo sciopero della fame il 6 aprile.

write for rights 2017

Nel 2016, la campagna “Write for Rights” ha generato almeno 4,6 milioni di azioni. Insieme ad alcune Ong statunitensi, Amnesty ha inviato all’allora presidente Usa Barack Obama 1.101.252 firme in cui si chiedeva la grazia per Edward Snowden. In questi 15 anni, milioni di persone si sono mobilitate ovunque nel mondo ottenendo importanti risultati: persone ingiustamente arrestate sono state rilasciate, torturatori sono stati portati di fronte alla giustizia, detenuti hanno trovato conforto nelle lettere loro indirizzate nei momenti più drammatici della loro vita. Quest’anno, per la prima volta, “Write for Rights” si occuperà anche di due persone che fanno parte di Amnesty international, sotto processo in Turchia per accuse infondate di terrorismo a causa del loro lavoro in favore dei diritti umani: Taner Kilic, presidente di Amnesty International Turchia, in carcere dal 6 giugno 2017 e Idil Eser, direttrice dell’associazione, che insieme alla sua fondatrice Özlem Dalkiran, è stata arrestata il 5 luglio e rilasciata su cauzione dopo quasi quattro mesi di carcere.

Write for rights 2017 . Amnesty Internationals ultima modifica: 2017-12-11T18:59:03+00:00 da InfoDonazione.it

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